I Salone dell’Editoria Archeologica di Roma
Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini"
Evento "DIVINA…MENTE. Il regalo di Dioniso all’uomo"
Roma, 23 maggio 2010

MARE PACATO

La strategia navale di Roma imperiale

dell'Ammiraglio di Divisione (r) DOMENICO CARRO
« Mare pacavi ... »
(Augusto, Res Gest., 25)

PRESENTAZIONE


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SINTESI SCHEMATICA DELLA CONFERENZA

  1. Introduzione
  2. Presenza e sorveglianza navale
  3. Difesa di Roma e dell'Italia
  4. Addestramento e operazioni
  5. Tutela del mare
  1. Sicurezza della navigazione
  2. Sicurezza delle aree marittime
  3. Servizi di Stato
  4. Servizi pubblici
  5. Conclusione

  

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SOMMARIO ROMA MARITTIMA NAVIGARE NECESSE EST home

« Mare pacavi ... »
(Augusto, Res Gest., 25)

I. Introduzione
Instaurazione della pace sulla terra e sul mare [“terra marique”]

Mare pacato (=pacificato), come mare in bonaccia, ovvero la calma dopo la tempesta.
Una tempesta cronica e permanente; una calma anomala, fino allora sconosciuta, durata oltre quattro secoli e mai più ritrovata.
Non fu il frutto del caso, ma di un complesso di azioni compiute con costanza nonostante l’avvicendamento dei vari imperatori, essendo evidentemente espressione di criteri ben radicati ed univoci, dietro ai quali è riconoscibile una vera e propria strategia.

Con il sotegno determinante del suo amico d'infanzia, consigliere ed ammiraglio Marco Agrippa, Ottaviano riuscì effettivamente ad imprimere una svolta storica alla storia di Roma:
- Tre guerre navali vittoriose (Sicula, Dalmatica, Aziaca)
- Chiusura del tempio di Giano
- Conservazione permanente delle legioni e delle flotte
- Messa a punto della nuova grande strategia di Roma, basata in buona parte sulla tutela della pace sul mare

LA “ GRANDE STRATEGIA ”

Nell' arte militare vi sono due noti - e ben distinti - livelli:
- la tattica, intesa a predisporre e condurre i singoli combattimenti
- e la strategia, che regola il complesso delle operazioni belliche in funzione della vittoria finale.
La “grande strategia” non si limita all'impiego dei mezzi militari, ma costituisce la regia suprema che deve mobilitare, armonizzare ed impiegare in modo coordinato e sinergico tutte le risorse nazionali (politiche, militari, economiche, mediatiche, ecc.) potenzialmente utili per conseguire i risultati voluti.

SOMMARIO

II. Presenza e sorveglianza navale
Dislocazione delle flotte in funzione della dissuasione

La finalità dissuasiva (o della "deterrenza", per chi preferisce questo orribile barbarismo) era certamente ben conosciuta e compresa dai Romani:

« Il popolo romano, per il suo prestigio e per le esigenze della sua grandezza, pur non essendovi costretto da alcun imminente pericolo, in ogni tempo mantenne allestita la flotta, onde averla sempre pronta ad ogni necessità.
« Indubbiamente, nessuno osa sfidare o arrecare danno a quel regno o popolo, che sa essere pronto a combattere e risoluto a resistere ed a vendicarsi. »
(Veg. IV, 31)

SOMMARIO

III. Difesa di Roma e dell'Italia
Le flotte a protezione dalla Penisola e dell’imperatore

Sistemazione delle due flotte “pretorie”
- Miseno, base navale primaria di Roma
- Ravenna, base navale a Nord-Est

Protezione delle proprietà imperiali sul mare
(Anzio, Astura, Sperlonga, Ponza, Ventotene, Capri)
- Navigazione di Augusto in Campania
- Tiberio a Capri
- Navigazioni di Gaio Caligola
- La nave speciale per Agrippina

Ruolo delle flotte nelle lotte di successione
- Galba, Otone, Vitellio, Vespasiano
- Settimio Severo e Didio Giuliano


SOMMARIO

IV. Addestramento e operazioni
I vari tipi di missioni assegnate alle flotte imperiali

Addestramento alla guerra navale
- Esercitazioni in porto
- Esercitazioni in mare

Dimostrazioni navali
- Ponte di navi sul mare (39 d.C.)
- Dissuasione sulla Manica (40 d.C.)

Campagne navali
- Crociera di Messalla (29-27 a.C.)
- Ispezione di Arriano (131 d.C.)

Operazioni belliche

OPERAZIONI BELLICHE NAVALI
16 d.C. azioni di Germanico con la flotta di 1000 navi
43 d.C. sbarco di Claudio in Britannia
47 d.C. successo navale di Corbulone in Germania
61 d.C. presa dell’isola di Mona da Suetonio Paolino
67 d.C. vittoria navale romana sul lago di Tiberiade
70 d.C. vittoria navale su di una flotta germanica
101-106 operazioni navali per le Guerre Daciche
197 d.C. assedio navale di Bisanzio (filo Pescennio Nigro)
207-211 sbarco di Settimio Severo in Britannia
286-293 sedizione di Carausio con la flotta Britannica
296 d.C. vittoria navale di Costanzo Cloro su Alecto
310 d.C. sbarco romano in Africa (contro Alessandro)
324 d.C. battaglia navale dei Dardanelli

LE FLOTTE PER LE CAMPAGNE IN ORIENTE
114-117 flotte di Traiano (guerra Partica)
161-166 flotta di Lucio Vero (guerra Partica)
197-198 flotta di Settimio Severo (guerra Partica)
231-233 flotta di Alessandro Severo (guerra Persiana)
282-283 flotta di Caro (guerra Persiana)
362-363 grande flotta di Giuliano (guerra Persiana)

SOMMARIO

V. Tutela del mare
Proprietà comune di tutto il genere umano

Stato giuridico del mare
- Dominato da Roma (imperium maris)
- Sottoposto alla legge di Roma
- Posto fra le res communes omnium

Diritti riconosciuti e tutelati
- Libertà di navigazione
- Libertà di accesso alle rive
- Possibilità di edificare sul mare
(ma senza ledere il diritto precedente)
- Libertà di sfruttamento delle risorse marine:
pesca e raccolta di coralli, perle, porpore, conchiglie, ecc.

Tutela della fauna marina
- Operazione di ripopolamento ittico
(Ti. Optato Ponziano con gli scari)

SOMMARIO

VI. Sicurezza della navigazione
Misure intese ad incentivare i traffici marittimi

Controllo, repressione e dissuasione contro la pirateria
- 5-6 d.C.: operazioni contro i pirati in varie aree, dalla Sardegna alla Cilicia
- 67 d.C. : intervento a Ioppe (od. Giaffa) contro la pirateria giudaica

Protezione delle linee di comunicazione marittime
- Priorità ai rifornimenti marittimi vitali
- La soluzione atipica per il Mar Rosso e l’Oceano Indiano

Incremento e perfezionamento delle costruzioni navali

Incentivi per gli armatori (annona; navigazione invernale)

SOMMARIO

VII. Sicurezza delle aree marittime
Misure intese ad incentivare i traffici marittimi

Potenziamento delle opere marittime:
- porti (il nuovo Porto di Roma)
- rete dei fari (il faro di Roma)
- delle torri di avvistamento
- canali navigabili

Interventi di soccorso navale:
- soccorso in mare (naufragi, uomo in mare)
- soccorso sulle coste (calamità naturali)

SOMMARIO

VIII. Servizi di Stato
Attività per le esigenze del governo dell’Impero

Trasporto

Comunicazioni

Informazioni

Esplorazioni:
- 25-24 a.C.: Mar Rosso
- 23-22 a.C.: Alto Nilo
- 5 d.C.: Mare del Nord
- 52-54 d.C.: Tabrobane
- 66-67 d.C.: sorgenti del Nilo
- 84 d.C.: Orcadi e Tule
- ~ 170 d.C.: Serica


SOMMARIO

IX. Servizi pubblici
Attività a carattere utilitario, celebrativo o lusorio

Servizi navali nell'Urbe

Costruzione di opere pubbliche

Giochi nautici:
- Aziadi, Neptunalia

Naumachie:
- 2 a.C.: Naumachia di Augusto
- 52 d.C.: Naumachia di Claudio
- 57-64 d.C.: Naumachie di Nerone
- 80 d.C.: Naumachia di Tito
- 248 d.C.: Naumachia di Filippo
- 272 d.C.: Naumachia di Aureliano

Le naumachie negli affreschi di Pompei
« Va … sottolineato che la grande diffusione delle naumachie, almeno per quanto riguarda il caso di Pompei, coincide con un periodo di pace per l‘Impero, un periodo in cui la flotta non era impegnata in operazioni militari di rilievo.
« La fortuna del tema, dunque, sembrerebbe legata alla consapevolezza dei Romani che la sicurezza dell’impero dipendesse anche dal potere deterrente di una flotta ben allestita e sempre operativa in caso di pericolo. »

Filippo Avilia, Luciana Jacobelli, Le naumachie nelle pitture pompeiane, in “Rivista di Studi Pompeiani” III, 1989, pp. 131-154

SOMMARIO

X. Conclusione
Gli insegnamenti della Storia navale di Roma

Se il dominio del mare ha permesso ai Romani di passare dagli aviti colli bagnati dal Tevere ad un Impero sconfinato, esteso sui tre continenti del mondo antico, la tutela della pace sul mare ha consentito:
- di mantenere questo Impero unito, sicuro e strettamente interconnesso attraverso le acque del Mediterraneo e dell'Oceano,
- di generare quel processo di osmosi culturale che fu alla base della Civiltà romana e della relativa vocazione universalista, tramandata fino a noi.

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